avant-garde ed experimental. nuovi segni nell'interzona elettronica // Interazioni & Meta-Territori Arte MetaElectronica
"rhythmic procedures ostinato closely resemble the schema of catatonic conditions. In certain schizophrenics, the process by which the motor apparatus becomes independent leads to infinite repetition of gestures or words, following the decay of the ego" (Theodor Adorno)
"Questa è forse la maggiore profondità di Nietzsche, la misura della sua rottura con la filosofia: aver fatto del pensiero una potenza nomade. E anche se il viaggio è immobile, da fermo, impercettibile, imprevisto, sotterraneo, dobbiamo chiederci quali sono oggi i nostri nomadi, chi sono veramente i nostri nietzschiani" (Gilles Deleuze.1972)
"Questa è forse la maggiore profondità di Nietzsche, la misura della sua rottura con la filosofia: aver fatto del pensiero una potenza nomade. E anche se il viaggio è immobile, da fermo, impercettibile, imprevisto, sotterraneo, dobbiamo chiederci quali sono oggi i nostri nomadi, chi sono veramente i nostri nietzschiani" (Gilles Deleuze.1972)
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domenica 28 settembre 2008
METASEQUENCING - MONOME 100h Demo
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giovedì 5 giugno 2008
2008: due micro-table-synth a confronto: Access Virus TI Snow & Waldorf Blofeld
Due micro-table-synths teutonici di cui si è molto parlato ultimamente: Virus TI Snow e Blofeld. Il primo della Access, il secondo Waldorf. Entrambi desktop di piccole dimensioni e prezzi abbordabili. Tutti i modelli Virus sono da sempre sinonimo di potenza sonora, bassi profondi, suoni grassi ed acidi, di grande versatilità, giocando in casa con le sonorità techno/acid, d'n'b e nu-skool. E' in questi ambienti sonori, infatti, che l'Access Virus dà il meglio di sè, imbattuto da sempre, rimanendo in assoluto il miglior sintetizzatore per questo utilizzo. Da qualche tempo ormai la Total Integration ha inoltre portato il Virus un passo più in là dai comuni synth virtual-analog, dandogli una marcia in più verso l'integrazione totale con la DAW e la programmazione digitale. Il Blofeld è invece un ottimo table-synth, da impiegare nella costruzione di pad evolutivi e textures, dando il proprio meglio nei suoni "sottili" e nelle sonorità ambient.
Virus TI Snow è il nuovo modello di synth della linea Total Integration di Access Music. Più di 1000 suoni (64 performance multi, 512 patch RAM e 512 patch ROM) accessibili mediante il pannello di controllo. I controlli in real-time sono ovviamente limitati: per molti può essere un limite, per molti altri un vantaggio. Per synth come il Virus infatti è molto più comodo -per assurdo- l'assegnazione del knob condiviso in multi-funzione. L'editing del suono passa infatti attraverso diversi passaggi, tutti facilmente richiamabili in quel classico "lavoro ritmico" di digitazione e smanettamento sul knob. I 3 knobs programmabili garantiscono infatti il pieno controllo sui principali parametri delle patch (come filtri e inviluppo) senza entrare nel menu di programmazione. L'editing può anche essere gestito dal plug-in 'Virus Control', disponibile in formato VST, AU e RTAS. Il Virus TI Snow si differenzia dai precedenti Virus TI (desktop, tastiera e Polar) per il prezzo ridotto, ma è al 100% compatibile con tutte le patch create per la serie TI, potendo liberamente accedere alla moltitudine di librerie disponibili sulla Rete. L'oscillatore include i modelli virtual analog, hypersaw, wavetable e graintable. Ha una multitibricità a 4 parti e polifonia massima a 50 voci. Attraverso la sezione FX si ha accesso contemporaneamente ad effetti di reverb, delay, EQ, distortion, lo-fi, bass boost, phaser e chorus/flanger. La sezione filtri è dotata di un'emulazione in stile Moog a 1-4 poli con auto oscillazione. Il pannello posteriore presenta una coppia stereo di ingressi ed uscite analogiche, ingressi ed uscite MIDI, oltre alla connessione USB per il collegamento al computer, usufruendo così della tecnologia Total Integration. La suddetta tecnologia è certificata per i seguenti software host: Apple Logic 8, Steinberg Cubase 4, Ableton Live 7, Digidesign Pro Tools 7.4, Cakewalk Sonar 7, ImageLine- FL Studio 7.4.
- Sistema Dual DSP con polifonia fino a 50 voci (in relazione alla complessità delle patch).
- 512 patch RAM e 512 patch ROM, 64 multi-patch con multitimbricità a 4 parti.
- L’oscillatore include i modelli Classic Virtual Analog, HyperSaw™, WaveTable, Graintable e Formant.
- 2 filtri multi modo (HP, LP, BP, BS) e 1 filtro analogico (su modello del leggendario filtro del MiniMoog™) a 1-4 poli.
- Delay e reverb indipendenti per ciascuna delle parti della modalità multi.
- Effetti di reverb e delay, chorus, phaser, ring modulator, distortion, lo-fi, 3 band EQ e Analog Boost bass enhancer.
- Adaptive control smoothing per la modulazione priva di distorsione su i più importanti parametri.
- Arpeggiatore programmabile a 32 step.
- Utilizzo di ingressi ed uscite audio/MIDI per impiegarlo come interfaccia all'interno di un sequencer.
- 2 uscite analogiche bilanciate a +4 dB con convertitori D/A a 24bit / 192KHz.
- 2 ingressi analogici con convertitori A/D a 24bit.
- 3 coppie di uscite stereo virtuali in modalità plug-in. 1 coppia di I/O MIDI.
- Rifiniture, display e led bianchi. Pannello frontale in mogano. 6 manopole, 21 pulsanti, 18 led.
- Compatibile con le specifiche USB 2.0, dispositivi USB e High-Speed USB.
Waldorf Blofeld è un modulo con tecnologia Virtual Analog e WaveTable (basato sulla tecnologia PPG), multitimbrico a 16 parti con 25 voci, 3 oscillatori per voce, arpeggiatore e connessione USB. La resa sonora è quella tipica dei synth Waldorf, che spaziano da sonorità ricche e potenti ad ottimi pad evolutivi. Le caratteristiche del Blofeld sono molto simili a quelle del MicroQ, con aggiunta le wavetable derivanti dal MicroWave, una buona sezione filtri e modulazione, display
grafico e porta USB per il MIDI in e out. Fondamentalmente appare come una revisitazione dei noti synth Waldorf, racchiusi in un piccolissimo e portabilissimo chassis, con pannello frontale intuitivo e knobs multi-funzione; e ovviamente un ottimo prezzo che si aggira intorno ai 350-400 euro. L'editing del suono risulta molto semplice, grazie ai parametri più significativi gestibili attraverso le manopole sul pannello frontale. La gestione infatti è basata tutta sulla digitazione, i knobs e una griglia dei parametri. Il display grafico offre un ottimo feedback per la gestione e la visualizzazione del proprio lavoro, del routing del segnale e molto altro, oltre all'intuitivo arpeggiatore, liberamente programmabile. Il sistema di sintesi basato sullo storico PPG Wave (wavetable synthesizer) garantisce una timbrica particolare, ben riconoscibile, dal tratto cristallino.
- Unbeatable price tag
- sturdy Metal Enclosure
- 7 endless stainless steel Dial
- Graphic Display 128 x 64 pixels, b/w, white background LED
- more than 1000 Sounds
- 3 Oscillators per voice
- Frequency Modulation between the Oscillators
- All Q Oscillator Models
- All Microwave II/XT/XTk Wavetables
- 2 independent Multi Mode Filters per voice
- Filter FM
- 2 Drive stages per voice with selectable Drive Curves
- 3 fast LFOs per voice
- 4 fast Envelopes per voice
- freely programmable Arpeggiator Pattern with up to 16 Steps per Sound
- up to 25 Voices
- 16 part multi timbral
- USB Connector for MIDI In / Out
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lunedì 10 dicembre 2007
Roland MC-4 MicroComposer & Sequentix P3 - il meglio della sequenziazione analogica
DUE SEQUENCER, DUE EPOCHE DELL'ELETTRONICA. La scelta, oggi nel 2007-2008, di dedicarsi a sequencers hardware evidentemente datati (per questione temporale e per possibilità funzionali) possono essere molteplici: semplice "feticismo", qualità audio, una scelta di metodo "artigianale" (ottimo motivo!), mezzo per approfondire la tecnologia passata o la tecnologia presente e moltissimi altri motivi. In questo articolo si trattano in particolare due sequencer hardware analogici, uno di vecchia generazione e uno di nuova produzione, con un approfondimento- quasi manualistico- delle funzionalità, utile a chi vuol farsi un'idea di cos'è la
"sequenziazione analogica". In questo senso la scelta dei sequencers da trattare vien da sè: il mitico Roland MC-4 MicroComposer e il recente, bellissimo, Sequentix P3, già uscito di produzione con pochissimi pezzi venduti in tutto il mondo. Due sequencers due epoche diverse, 1978 uno, 2005 l'altro, dove il secondo riprende nel punto in cui il primo si è fermato, ampliando funzionalità e gestione.
DELAYS NEL 'TIMING' E LINGUAGGIO MIDI. La scelta di lavoro su software o hardware è una scelta del tutto personale, che passa attraverso molteplici considerazioni, in primis sul sync della strumentazione a disposizione; il MIDI, linguaggio di trasmissione dati, è una comunicazione fortemente imprecisa, un flusso di dati trasmesso uno alla volta, in cui l'asincronìa è facilmente percettibile, soprattutto per chi è abituato all'ascolto del bpm. Un dj ad esempio, che lavora praticamente sulla sovrapposizione di suoni (visualizzandoli quasi fisicamente come linee in quarti, o in qualunque tempo, che si dispiegano, sovrapponendosi tra loro), percepisce tale asincronìa in maniera del tutto naturale e, ovviamente, con un fastidio che difficilemente può essere risolto se non con un lavoro di continua riconversione in flussi 'audio'. L'interfacciamento dei propri synths analogici con programmi quali Cubase, Live, LogicPro, Cakewalk, FLS, in PC o Mac, può quindi essere frustrante per molteplici ragioni; orientarsi verso un elemento che instradi l'audio sequenziando un intero studio ricco di hardware non è cosa così semplice quindi, si va dai problemi relativi al software come bugs, scoccianti upgrades etc a problemi di delays del timing e di trasmissione MIDI dell'hardware, fino al costo elevato per assemblare kits MIDI su synths analogici di cui è costituito uno studio (MIDI=>CV/GATE converters, etc). Oltretutto la scelta di molti, importanti musicisti di spostarsi dall'analogico a soluzioni software (Cubase e ProTools su tutti), adoperando ad esempio il campionamento virtuale, ha reso la reperibilità di tali soluzioni/convertitori un po' ostica e, in alcuni casi, sovraprezzata- innescando un circuito nelle industrie che, non potendosi più garantire un profitto su tali prodotti, ne ha abbandonato la produzione. Tutte queste ragioni, insieme a molte altre, hanno reso tale migrazione di sistema molto semplice, favorendola fortemente, in una catena indefinibile di causa-effetto. Oggi, scegliere il sequencer analogico, sembra non essere la cosa più ovvia e scontata, ma potrebbe non essere così per molte altre ragioni che andremo a scoprire grazie ad un'esplorazione del Roland MC-4 MicroComposer e del Sequentix P3.
MC-4 E PERIFERICHE INTROVABILI. Finora i sequencers considerati più performanti sono stati quelli Akai, macchine come la serie MPC sono considerate tali proprio per la precisione del sequencer ma..."In combinazione con il Kenton Pro4-MIDI=>CV converter si possono creare interessantissime sequenze[...] Tuttavia sono facilmente percettibili leggeri timing delays e sfasamenti con il mix complessivo"[Isatellite]. Sempre da Isatellite: "Ho apprezzato l'approccio e il timing preciso dei modelli Roland System-700 e dei sequencers ARP, ma la difficile gestione e l'impossibilità di salvare patches me li hanno fatti escludere. La mia ricerca del sequencer perfetto mi ha condotto al Roland MC-4 MicroComposer che, sebbene di complessa programmazione, univa le caratteristiche di sincronizzazione del sequencer analogico con la possibilità di creare complesse sequenze e salvarle per un successivo utilizzo. Fu il meglio di entrambe le sfaccettature". Come già affermato i motivi per impiegare questo o quel sequencer sono molteplici e personali a seconda dell'utilizzo che se ne vuole fare e delle oggettive esigenze dello studio. L'MC-4, a tutt'oggi, è uno strumento molto complesso e di ostica gestione; pensare ad esempio alla sequenziazione di un intero LP con questa macchina, gestendo synths con CV/GATE inputs, significa approfondirne le funzioni, studiarne in primo luogo le limitazioni per poterle aggirare con qualche "trick", estendendone ampiamente le potenzialità attualizzandolo a sequencer del 2008. Reperire un MC-4b è difficile e ancora di più le "periferiche" che lo completerebbero perfettamente: 1. Roland MTR-100 Digital Cassette Recorder, fornito come accessorio opzionale per il "back-up" di sequenze del Roland MC-4B Microcomposer, con un più veloce 'transfer data' rispetto allo standard audio cassette player (utilizzando l'MTR-100 l'MC-4 ha bisogno della memoria opzionale 'OM4'), 2. Roland OP-8 (CV/DCB Interface), prodotto per il controllo di sintetizzatori polifonici Roland equipaggiati con interfaccia DCB (Digital Interface Bus) come il Roland Juno60 e Jupiter8 (connessi con l'OP8 attraverso cavo DCB), attraverso il Roland MC-4 Microcomposer, 3. Roland OP-8M (CV>DCB/MIDI Interface) e 4. Roland OM-4 (memoria opzionale che converte un MC-4 in un MC-4B) - *come molti retro-instruments, allo spegnimento dell'MC-4 la memoria viene perduta, è infatti utile l'impiego di un unità di backup UPS per la custodia dei dati in caso di sovraccarico o interruzione della corrente elettrica.
ROLAND MC4 MICROCOMPOSER - APPROFONDIMENTO. Alla prima accensione dell'MC-4 il display visualizza "TB 120 30 15", facendo riferimento ai valori di default 'TIMEBASE', 'STEP' e 'GATE' di ogni nota. 'TIMEBASE' fa riferimento al numero di divisioni in un "quarter note". 'STEP' fa riferimento allo spazio tra ogni nota. 'GATE' fa riferimento alla lunghezza di ogni nota all'interno di un dato 'STEP'. "Generalmente cambio i valori di default a "TB 48 12 6" digitando 48 ENTER, 12 ENTER, 6 MEAS END. La ragione di questo settaggio è per la sincronizzazione da/a DIN/SYNC (Minidoc, TR-808 o un altro MC-4b), in cui il timebase deve essere settato a 48. Quindi settando 48 come TIMEBASE, uno STEP di 12 darà praticamente note da 1/16esimo. Un GATE di 6 significa che le note occuperanno 1/2STEP, praticamente lunghezza della nota di 1/32". Premendo il citato 'MEAS END' ciò che apparirà sul display è il Tempo, settato a 100 di default. Settando qualunque cifra, ad esempio digitando 130 ed ENTER, si stabilisce il tempo. La prossima schermata mostra '1', indicando che ci si trova sulla prima traccia. Premendo il tasto ENTER si avanzerà rispettivamente tra i parametri 'MEAS', 'STEP' e 'DATA' con il cursore che attraversa le parole sul front panel indicando le relative modalità ('meas', 'step' e 'data' mode). In qualunque modalità si può accedere ad ogni track o step premendo ENTER, indicando le informazioni della nota nella specifica posizione all'interno della sequenza. Si può cambiare traccia in qualunque momento premendo SHIFT + BACK o FWD. La SHIFT Map è una griglia di leds che indicano quali funzioni shift sono attivate premendo SHIFT + (keypad#): CV1 mode (SHIFT + 1), CV2 mode (SHIFT + 4), CV1 + GATE mode (SHIFT + 7), STEP mode (SHIFT + 2), MPX mode (SHIFT + 5), GATE REWRITE mode (SHIFT + 8), GATE mode (SHIFT + 3) -
- CV1 mode(SHIFT+1): modalità di default, in cui possono essere digitati i valori delle note uno alla volta per ogni track. In modalità CV1 digitando le note vengono usati i valori di default del GATE e dello STEP settati nella schermata iniziale: "TB 48 12 6". I l CV a 0 è la nota più bassa della keyboard, il CV di 12 è un'ottava più alta, un CV di 24 è un'ottava ancora più alta. "Questo metodo è ottimo per inserire una sequenza nell'MC-4 come una sequenza melodica o una bassline".
- CV2 mode (SHIFT + 4): questa modalità permette di assegnare un impulso all'output del CV2 per ogni track, che può essere mandato al VCF o VCA del synth per modulazioni tonali. Il valore di default di CV2 per ogni nota è 50.
- CV1 + GATE mode (SHIFT + 7): questa modalità permette di inserire note usando una keyboard con CV/GATE in real-time ed è ottima per inserire complesse sequenze da un MIDI sequencer o una CV keyboard.
- STEP mode (SHIFT + 2): questa modalità consente di modificare la lunghezza dello STEP all'interno di una data misura. L'unico accorgimento è con un TIMEBASE di 48 gli STEPS in una data misura devono superare il 192 (nota intera).
- MPX mode (SHIFT + 5): questa modalità consente di inserire un valore per un GATE aggiuntivo su ogni nota, per il trigger di un sequencer analogico (come l'ARP), un suono di drum o per gestire parametri on/off come il portamento. Particolarmente adatto per il triggering di suoni percussivi da synths come l'ARP2600 o System-700 (Roland/ndr), o altri drum modules come il Techstar TS305/TS306, Pearl Syncussion o Simmons Claptrap.
- GATE REWRITE mode (SHIFT + 8): modalità che permette di usare una CV keyboard per gestire il GATE lenght di ogni nota all'interno di un dato STEP in real-time. Ottimo con la tastiera del System-700, System100m (non con ARP 2600) o qualunque altro synth con CV/GATE output funzionante.
- GATE mode (SHIFT + 3): modalità che permette la gestione del GATE di ogni nota all'interno di un dato STEP, una nota alla volta, dal keypad.
Il Roland MC-4 MicroComposer è stato utilizzato da molti musicisti, su tutti cito: Depeche Mode, Vince Clark (Yazoo), Human League ("Dare" 1981), Throbbing Gristle (Chris Carter - "The Space Between" 1980), Art Of Noise ("In Visible Silence" 1986 -progetto Avant-garde di grandissimo valore nella sperimentazione elettronica), Devo (storica band New Wave/Post-Punk), Isao Tomita (grande compositore giapponese di musica elettronica- famosa l'esibizione "Mind of the Universe" al grande festival 'Ars Electronica' di Linz), Richard D. James (che in "Analord" ha usato massicciamente i suoi vecchi strumenti Roland -TR606, 808, 909, TB303, etc- e il mitico Synton Fenix, sequenziando tutto con il Roland MC-4).
SEQUENTIX MUSIC SYSTEMS P3. Rappresenta sicuramente un possibile sviluppo del Microcomposer MC-4, attualizzato alle attuali esigenze di sequenziazione MIDI, con potenziometri analogici per l'inserimento di note ed altre tipologie di dati. Ha un'ottima interfaccia (che richiama vagamente l'approccio del MC-4), uno chassis ben disegnato e solido. Sicuramente il migliore step sequencer di nuova progettazione, è stato venduto già assemblato o come kit da assemblare (nell'ultimo periodo era distribuito già assemblato). Traduzione dal sito Sequentix: "Il P3 è un MIDI sequencer hardware con 8 tracce, un'interfaccia che comprende diversi knobs, tasti e leds. Un display con 16 caratteri su due linee mostra i pattern data e l'accesso alle opzioni avanzate e quelle di configurazione. P3 permette un controllo in real-time per il richiamo delle track e per la selezione di semplici pattern o pattern chain attraverso molteplici tracks, più un editing analogue-style dei patterns. Ogniuno dei suoi 384 patterns ha una gestione dei valori indipendenti per nota, velocity, tie, gate, length, gate delay ed una combinazione di oltre 4 MIDI controllers, extra note o 'auxiliary events' per step". Il Sequentix P3 ha un'intuitiva gestione della capacità di memoria, permettendo 3 banchi da 16, 6 banchi da 8, 12 banchi da 4 patterns di 16 step per track, per un totale di 384 patterns. La lunghezza del pattern può essere settata da 1 a 16 steps e più patterns possono essere "incatenati" in una sorta di 'playlist' di oltre 8 stages, con oltre 8 repeats per stage. Ogni track può uscire su un canale MIDI selezionabile e più tracks possono essere assegnate sul medesimo canale. Ci sono fondamentalmente 3 modalità di lavoro- 'play', 'playlist edit' e 'pattern edit'- switchabili tra loro anche mentre il sequencer è in azione (infatti l'unico momento effettivo in cui è necessario lo stop del sequencer è per il sysex dump o per l'upgrade del firmware): in modalità 'play' le tracce possono essere richiamate e le 'parts' selezionate individualmente o in 'chains'. Le parts contengono di base la playlist dei patterns per ogni track e altri settaggi come il global transpose; nella modalità
'playlist edit' viene selezionato il pattern o la sequenza di patterns che suonerà in ogni traccia, incluse le opzioni dell' individual pattern transpose; nella modalità 'pattern edit' i patterns vengono assemblati e modificati, usando i 16 steps key e i 32 knobs. La funzione dei tasti può "switchare" tra la gestione gate, tie (ottimo per la gestione stile TB303 di auto-slide), skip e Xd mentre i "tri-colour leds" mostrano le funzioni selezionate. Attraverso diversi tasti si può lavorare sul pattern length, e gestire altre funzioni (pattern rotate, copy & paste, randomisation e data sculpting). La fila inferiore di knobs (lower knobs) sono dedicati alla selezione delle note, mentre la fila superiore (upper knobs) può switchare tra le funzioni velocity, gate length, step delay e 4 funzioni auxiliary (con possibilità di gestire una catena di controller MIDI o altri 'events'). Inoltre c'è l'opzione real-time record che consente di immettere e gestire velocemente patterns da una master keyboard o fare un 'overdub' di singole note (con relativi valori di velocity) dal synth in uso, senza toccare ad esempio il pattern ritmico. P3 è ottimo per creare particolari arpeggi, gestendoli come singoli pattern ed il fine-tuning dello step delay (e la risoluzione di 48ppqn) ridà il medesimo shuffle della TR-909, ma con la possibilità di applicare un differente valore di shuffle per ogni step! P3 ha MIDI in, 4 MIDI out (single bus) e un DIN SYNC (5 PIN) Socket per la connessione con vecchi strumenti Roland che usano questo protocollo pre-MIDI sync -cosa fantastica per la gestione di complesse catene midi con tale strumentazione Roland- ("It can run as tempo master or sync to MIDI clock, and outputs DIN sync and clock-only MIDI from a dedicated SYNC output"). Fondamentalmente il Sequentix P3 riunisce il meglio dei due mondi, analogico e digitale: sfrutta un'approccio analogico al sequencer per l'assemblaggio sonoro e sfrutta il software per la comunicazione MIDI.
Le specifiche per quanto riguarda il versante MIDI offrono flessibilità ed un approccio creativo allo strumento anche tramite prodotti di terze parti; è il caso del software 'P3 Tools' di Dave Jones ad esempio, purtroppo solo per Windows, che garantisce una diretta gestione delle funzioni globali del P3 (necessita Microsoft's NET Framework e, ovviamente, il P3). Il software configurerà le MIDI ports, l'upgrade del firmware, l'upload dei patterns, delle parts, della playlist e la configurazione dei dati, potendo nominare banks, parts, playlist, patterns e molto altro. Il costo è nullo, "tutto ciò che Dave chiede è, nel caso si trovi P3 Tools utile, di inviargli qualche brano musicale realizzato col P3!"[da S.O.S.] 
Dopo oltre un anno dall'inizio della vendita del P3 la produzione è stata (definitivamente) sospesa, con oltre 100 unità vendute ed un feedback generale assolutamente positivo degli acquirenti e degli articoli relativi a questo splendido prodotto. Come spiega Colin Fraser il 5 Settembre 2006 in un messaggio, le ragioni di questa decisione sono molteplici, prima di tutto l'alto costo per la produzione, essendo un tipico prodotto artigianale, assemblato "in-house" e, in relazione a tale sforzo economico, l'impossibilità di continuare nello sviluppo di futuri prodotti. Il P3 infatti non nasce come prodotto che mira al risparmio, con i tantissimi circuiti separati, impianto interno ed un complesso design del case ma, continua ad affermare Fraser, se da un lato tutto questo accresce il prezzo finale, da un altro lato ciò che si è imparato dal P3 può essere messo in pratica per l'assemblaggio di una nuova, ottima alternativa che potrebbe presto essere messa in produzione. I numeri definitivi della vendita nel mondo del Sequentix P3 sono questi: 137 unità prodotte, 24 unità pre-produzione costruite ed un totale di 86 kit venduti. "Desumendo che tutti i kit sono stati assemblati dai compratori ci sono 247 (al massimo) P3 Sequentix nel mondo". Non è quindi solo un sequencer analogico unico nel suo genere dal punto di vista del design e della costruzione, ma è anche un pezzo decisamente raro.
ALTERNATIVE AL P3. Gli ultimi anni hanno visto produrre diversi sequencers hardware, ma nessuno di questi con le ottime specifiche del Sequentix P3; alcuni, indicati già da SOS, potrebbero essere: 'Analogue Solutions Oberkorn Mk3' e 'Analogue Systems RS200', entrambi sequencer analogici da 3 canali/16 step, senza MIDI output (l'Oberkorn ha una gestione complessa per via delle features ma ha il MIDI-in, cosicchè altri sequencers o synths possano dialogare con questo). Entrambi i sequencers sono difficilmente paragonabili al P3, la mancanza di MIDI output infatti è giustificabile in quanto prodotti pensati per pilotare sistemi modulari analogici con CV/GATE (in particolar modo l'RS200). Più vicino al Sequentix P3 è sicuramente il 'Doepfer MAQ 16/3' marchio noto nel mondo della strumentazione elettronica; 3 canali/16step con relative connessioni MIDI ma mancante delle avanzate funzioni per la gestione di sequenze di differente lunghezza e timebases. Il costo di queste 3 alternative si avvicinano approssimativamente al prezzo (quando era in commercio) del Sequentix P3.
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domenica 21 ottobre 2007
"Old School Synthesizer Culture" - X Factor, Mars & P7, Sms Analogue modular synthesizer
Due marchi e i loro nuovi synths: Macbeth Studio e il suo nuovissimo X-Fatcor e Synthetic Music Systems con il Mars & p7 e SMS Analogue Modular Synthesizer. Al Musikmesse di Francoforte del 2007 il synth designer inglese aveva presentato l'M5N, versione modificata e bianca del precedente monofonico (di colore nero, con le caratteristiche scritte arancioni). La struttura di base è la stessa, 3 oscillatori hi-range e due filtri Moog e Korg, amplificatore, due LFO e due inviluppi. La disponibilità dell'M5 era davvero ridotta in quanto a esemplari disponibili: 50 pezzi solamente. L'M3X e l'M3X2, a mio modestissimo parere, è stato un capolavoro in quanto a concezione, design e, ovviamente, sonorità. Un analogico dalle qualità indiscutibili, molto più simile ad un EMS Synthi A che un Minimoog. Di quest'ultimo ne ha certamente superato le possibilità sonore. Più volte Ken Macbeth ha inteso sottolineare le differenze tra Minimoog e M3x, synth più complesso, dalla pasta sonora molto simile ma andando ancora oltre grazie ad una concezione diversificata, maggiori funzionalità e quindi possibilità, oltre a un design compatto ("It's still a mistake to treat it as a Minimoog, because its additional capabilities make it a markedly different, more powerful instrument, and a 'touch-sensitive' one, at that"). Al momento attuale, per gli amanti delle sonorità Moog, è certamente l'M3X2 la scelta migliore, per tutti questi motivi. In pratica per la possibilità di una gamma sonora molto ma molto più ampia, dalle sonorità Moog a una "emulazione" FM del DX7 (synth complessissimo, di difficile programmazione e dalle sonorità difficilmente emulabili, come ogni synth basato sulla sintesi FM - "you can do a lot with filter fm and the oscs, they are stable enough to do "DX7" sounds with inharmonic spectra etc.."). Macbeth Studio Systems nasce proprio con l'intento di corrispondere l'immensa richiesta di full-analogue synthesizers, basandosi su un'idea di "old school synthesizer culture" ed ora sono arrivati a produrre il nuovo gioiello: l'X-Factor (una sorta di versione a tastiera dell'M3X), progetto esclusivo di Ken Macbeth, un sintetizzatore straordinario, potente, dal suono veramente unico e compatto, totalmente analogico, come specificato sullo stesso sito del produttore, tutti i componenti, i transistor, i circuiti integrati "sono della vecchia scuola elettronica analogica". Le notizie attualmente disponibili non sono molte, e quelle poche, sono contrastanti sulla disponibilità: stabilita dapprima l'uscita per maggio 2007 è stata poi rimandata e attualmente sono in corso gli ordini presso il sito MacbethStudioSystems. Brevi specifiche: "3 wide ranging oscillators with 10 turn potentiometers for precise frequency control Saw/Tri/Sine/Square- waveforms. Each oscillator functions as both audio and modulator for some striking cross-modulation effects. Dedicated analogue LFO as well as analogue Glide. Classic all-transistor 24dB/Octave type filter. Snappy transistor ADSR envelope generators. Variable tone noise generator. Dedicated headphone amp. Three and a half octave keyboard".
Il Mars & Planet7 Analogue Modular Synthesizer è un sistema analogico monofonico che comprende 4 unità da 19'' del rack, strutturato in modo da consentire una facile espansione. infatti è possibile cominciare dall'acquisto della singola unità Mars per poi completare il sistema con il Mars & P7. Il sistema così combinato è un potentissimo sistema analogico modulare. Un'occhiata ai singoli rack modulari: il Mars, come unità singola, è già un completo sintetizzatore modulare da cinque moduli in una unità rack da 19'' (VCLFO, VCO, VC, VCA, ENV) con connessioni interne "pre-patched" che permettono il routing del segnale, 16 potenziometri sul pannello frontale e 21 patches sul retro side. Il P7 è costruito per stare tra i due sintetizzatori Mars e, combinato con questi, grazie ai moduli addizionali del P7, accresce notevolmente la potenza e la performance del sistema complessivo arrivando a 10 moduli (2VCLFO, 2VCO, 2VC, 2VCA, 2ENV) e 32 potenziomentri sul pannello frontale. Nel complesso Mars & P7 è un sistema con 2 oscillatori con waveform morphing, due filtri 24db/oct a transistor, due vca, due inviluppi, un multiplo e tanti altri moduli collegabili tramite minijack sul pannello frontale. La porta P7 permette tutta la connettività necessaria per future espansioni. (Riassunto specifiche: 2 VCLFO’s, 2 temperature compensated 1V/Oct VCO’s with waveform morphing, 2x 24dB/Oct transistor ladder VCF’s, 2 log/lin VCA’s, 2 ADSR envelope generator’s, 1x 3 way multi, 1x 3 way buffer, 1x 2 Channel Mixer with +/- outputs, 1 sample & hold with integral clock, 1 lag processor, 1 DC level shifter/voltage source, 4 bi-polar attenuators, 1 high quality ring modulator, 3 colour noise source).
L'altro prodotto SyntheticMusicSystems è la serie SMS Analogue Modular Systems, un blocco di unità rack, indipendenti per funzioni ed alimentazione, con possibilità di collegamento tra di loro tramite minijack da 1/8''. Moduli di oscillatore lineare + sample & hold, doppio oscillatore standard, filtri, amplificatori, inviluppi, etc. Questi moduli della SMS hanno sicuramente un concept innovativo rispetto al tipico formato dei modulari analogici attualmente in commercio, ogni modulo è infatti una unità a sè stante permettendo massima connettività, stabilità e ogni singolo modulo può essere usato con altri analogici. Nel complesso, quindi, tutti questi sistemi SyntheticMusicSystems, dal Mars & Planet7 all'SMS Analogue modular systems, sono di altissima qualità, un prezzo competitivissimo e assolutamente consigliati a chi intende integrare e accrescere i propri sistemi modulari o ancora di più a chi vuole avvicinarsi per la prima volta a questo mondo (grazie alla semplicità dell'approccio a unità rack modulari 'prepatched').
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